mostre e convegni

Corrieri aerei, un quadro della situazione

- Cecilia Biondi
Il trasporto aereo è un tassello fondamentale nell'attuale contesto economico. In un recente convegno a Roma Aicai, l'associazione che raggruppa i cinque principali operatori del trasporto aereo internazionale, ha presentato l'attuale situazione come emerge da una ricerca condotta dalla Luiss Business School
08-02-2010
Si è tenuto a Roma il 20 gennaio un convegno organizzato da Aicai, Associazione Italiana Corrieri Aerei Internazionali, per la presentazione di un importante studio che appare appunto in questo mese di gennaio. L'evento è stato patrocinato dal Comune di Roma e dalla presidenza del consiglio dei ministri, e vedeva come sponsor DHL, FedEx, SDA, TNT e UPS, ovvero le aziende che fanno parte di Aicai. La ricerca è stata realizzata dalla Luiss Business School, divisione dell'Università Luiss Guido Carli, e si intitola: "Express Courier e Competitività del Sistema-Italia – Il modello di business dei corrieri aerei internazionali – Dalla catena del valore alle indicazioni di policy".

La presentazione, tenutasi appunto presso l'Aula 200 della Luiss Guido Carli di Viale Romania a Roma, è stato moderata e condotta dal direttore della rivista "Quattroruote", Mauro Tedeschini, che ha anche aperto i lavori commentando: «importantissimi i riflessi che un buon trasporto merci può avere su tutta la mobilità, anche quella privata, per farla impostare in modo scientifico, professionale, sostenibile».

L'apertura del convegno è stata anche data da Mario Valducci, presidente della commissione trasporti della camera dei deputati, il quale ha informato i presenti della prossima presentazione in Parlamento di una relazione sullo stato della mobilità aeroportuale in Italia. «Dalla relazione della Luiss emergono alcuni punti focali, ai quali la politica può e deve dare un suo contributo. Per esempio il tema della ZTL, al quale possiamo certamente dare un contributo politico, in particolare alle esigenze che a questo proposito vengono espresse, con regole comuni, con regolamentazioni condivise. Altro tema di grandissimo rilievo è quello aeroportuale, e a questo proposito emerge l'idea di evidenziare e ritagliare aree aeroportuali che siano il più possibile focalizzate sul trasporto merci, mediando le esigenze spesso antitetiche delle aree abitate prossime alle aree aeroportuali».

Ha poi preso la parola un altro ospite di rilievo, il presidente Rocco Buttiglione, attualmente vicepresidente della Camera dei Deputati: «Alcuni decenni fa, la visita a Mirafiori era un'esperienza incredibile: tantissime automobili, tante materie prime, pochi semilavorati. Oggi invece il magazzino non c'è più. Si produce con poche materie prime e tanti semilavorati, magari prodotti in altre aree del mondo. Oggi il magazzino è viaggiante. E tanti guadagni sono legati a questo cambiamento epocale. E chi gestisce il magazzino che viaggia? Operatori come i soci di Aicai.

Siamo insomma passati da un sistema in cui il valore era centrato sull'impresa manufatturiera, a un sistema in cui il valore non è l'azienda produttrice in sé, ma il sistema delle interconnessioni. E il sistema logistico non è più al di fuori dell'azienda, bensì integrato nell'azienda stessa. Per questo, avere un sistema logistico efficiente è vitale.

Noi dobbiamo puntare su infrastrutture immateriali, e questo ci porta a ringraziare le università. Ma anche sulle infrastrutture fisiche, sul sistema logistico.

L'Italia ha una posizione privilegiata, ma può sfruttarla solo se ci sarà una politica intelligente sulle infrastrutture logistiche, soprattutto intermodali: aerei, navi, treni, retroporti, interporti, collegamenti fra mezzi diversi. Si pensi alle enormi potenzialità di una città come Taranto. Ma lo stesso vale per Genova. L'aeroporto non deve essere considerato una pista, ma un sistema di servizi integrati. Ci vorrebbe qualche pista in meno, ma qualche aeroporto, vero, in più!».

Prende la parola poi Mario Fiorentino, Direttore Generale alla Regolamentazione del Settore Postaledel ministero dello sviluppo economico, in vece del ministro e viceministro dello sviluppo economico (Claudio Scajola, Ministro dello Sviluppo Economico, e Adolfo Urso, Vice Ministro dello Sviluppo Economico), che ricorda le importanti implicazioni dell'apertura del mercato postale alla liberalizzazione, che si compirà il 31 dicembre di quest'anno, sul trasporto corriere aereo.

Franco Fontana, direttore della Luiss Business School, ringrazia Rosario Ambrosino, Presidente di Aicai, oltre che gli autori dello studio, Matteo Caroli, e Umberto Monarca, docenti della Luiss Guido Carli. «I sistemi di mobilità svolgono un ruolo molto importante. La ricerca, ma anche il confronto che sta nascendo in questa sede, fornirà degli elementi che aiuteranno a rendere più competitivo tutto il sistema dei trasporti. La interconnessioni sono cruciali, soprattutto in una prospettiva internazionale». «Con 144 milioni di spedizioni e circa 10mila addetti diretti, ma 60mila di addetti per l'indotto, per oltre due miliardi e mezzo di euro di valore, il contesto del trasporto aereo è fondamentale in un sistema economico» riprende Rosario Ambrosino, Presidente di Aicai. «I soci di Aicai operano in oltre 220 Paesi del mondo, e il 40% dell'import/export in transito negli aeroporti italiani. La tipologia delle merci distribuite è caratterizzata da prodotti ad alto valore aggiunto, espressione del made in Italy. Il corriere espresso internazionale è molto più di un trasportatore. È un intermediatore fra normative e sistemi doganali diversi, fra mondi diversi, che imposta nell'assoluto rispetto dei tempi tipico della gestione dello spazio aereo».

Ma come è stato impostato e condotto lo studio? Risponde Matteo Caroli, docente della Luiss Guido Carli. «L'obiettivo che abbiamo cercato di raggiungere con questa ricerca è stato capire il ruolo che i corrieri aerei internazionali giocano nell'economia del Paese. Il lavoro è stato del tutto empirico, di ricerca sul campo. La ricerca ha compreso le caratteristiche fondamentali delle attività tipiche leggendole in chiave di risparmio di costi, da un lato, e di opportunità di differenziazione dall'altro, degli operatori nei confronti dei loro stessi clienti. Uno dei temi centrali è quello della produttività. La nostra industria soffre di un problema di ridotta produttività. Su questa questione, è ormai abbastanza evidente che un tema legatissimo a questa è quello della produttività ed efficienza dei servizi. La maggior produttività dei servizi migliorerebbe la produttività industriale. Quindi il miglioramento delle condizioni in cui gli operatori logistici possono svolgere il loro ruolo, avrebbe un riflesso enorme sulla produttività industriale. Magari anche il ricorso alla delocalizzazione, con una fornitura di servizi di maggior qualità, non sarebbe più totale ma solo parziale, per sezioni limitate della produzione». «Il nostro obiettivo era quello di ragionare sul ruolo dei vettori aerei» riprende Umberto Monarca, docente della Luiss Guido Carli e coautore della ricerca. «Ma nel contesto di un'analisi dei trasporti in generale. Per questo sono state analizzate aree di interesse come quella dei trasporti urbani, con differenziazione fra trasporti propri, trasporti conto terzi, mobilità delle persone. Diverse sono poi le soluzioni adottate dai vari comuni, che si differenziano notevolmente l'una dall'altra in termini di regolamentazioni in corso. Da parte nostra ci sembra opportuno puntare su punti comuni, che andrebbero discussi e applicati in modo condiviso fra le diverse città, sulla base delle comuni esigenze degli spazi urbani. Inoltre si è ragionato sulle air operations, laddove i problemi di più ampia portata, come il volo notturno, si possono affrontare sulla base delle indicazioni di ICAO e del suo "approccio equilibrato"».

Nel corso del convegno è intervenuto anche l'onorevole Bartolomeo Giachino, sottosegretario al ministero dei trasporti. «Non recuperemo la diminuzione della produzione. Le uniche chance che noi abbiamo, soprattutto al Nord, sono legate ai trasporti e alla logistica. Oggi, il 50% delle merci dirette a noi arriva nei porti del Nord Europa con sei giorni di viaggio in più. Risultato: noi perdiamo fra tasse portuali e lavoro logistico, oltre mezzo punto di PIL. Se noi riusciamo a investire in porti, in logistica, in infrastrutture, nei prossimi anni, possiamo raggiungere l'obiettivo di recuperare quel mezzo punto, che significa decine di migliaia di occupati». E prosegue: «Il luogo per discutere l'efficienza della logistica, è il luogo del "patto della logistica", che nacque già nel lontano 2005. Oggi vogliamo assolutamente riprendere questa prospettiva, all'interno della "consulta dei trasporti e della logistica" che dovrà aggiornare il proprio piano. Uno dei suoi punti di lavoro è ovviamente quella del trasporto e consegna cittadino, che, condivido, va affrontato in modo centralizzato. Abbiamo aperto finalmente un tavolo di lavoro nell'ambito del ministero dei trasporti, che dovrebbe concludersi a marzo per entrare nel "piano della logistica", con l'obiettivo di arrivare a luglio con il dpf con lo stanziamento delle risorse finanziarie. Dovremmo insomma riuscire a spendere il denaro pubblico per far crescere il settore della logistica con indirizzi generali e condivisi».

I nostri video