Interviste
Geodis, l’ascesa mondiale di un operatore completo
Proprietà del gruppo statale francese SNCF, Geodis si sta muovendo nel mondo con una serie di acquisizioni mirate, che seguono una precisa strategia: espansione e crescita a largo raggio sia in termini geografici che sul fronte delle attività. Ce ne parla Francesco Cazzaniga, da sette anni alla guida della filiale italiana
21-05-2010
Logistica Management: Gli annunci delle acquisizioni di Geodis si susseguono l’un l’altro. A quale strategia di gruppo fanno capo tutte queste operazioni?
Francesco Cazzaniga: Per capire questa strategia, dobbiamo fare un passo indietro. Fino al 31 luglio 2008, Geodis apparteneva per il 43% alla SNCF (Société Nationale des Chemins de Fer), ovvero l’ente statale ferroviario francese. In quella data, la SNCF ha ritirato il resto delle azioni di Geodis dalla borsa di Parigi, con una OPA la cui soglia era il 99,9%, arrivando così ad acquisirla interamente. Oggi insomma Geodis fa parte in toto del grande gruppo SNCF, e con la nuova fisionomia ha conseguito un volume d’affari, a fine 2008, di circa otto/ nove miliardi di euro. E se fino ad allora non aveva esercitato una vera e propria influenza sulla gestione di Geodis, pur possedendone una quota importante, da quel momento SNCF è entrata fortemente nella sua gestione, non solo con l’acquisizione stessa, ma anche e soprattutto con un cambio di strategia e di visione a mediolungo termine. L’obiettivo strategico che SNCF si è data, insomma, è stato quello di cercare di armonizzare, in un grandissimo gruppo di logistica, le diverse attività da questo proposte: trasporto ferroviario e multimodalità, trasporto terrestre, marittimo, aereo, logistica e così via. Per rendere operativa questa strategia, il gruppo SNCF è stato autorizzato a cercare di ampliare il proprio perimetro di azione, sia in termini geografici, che in termini di aree di business. A grandi linee, abbiamo associato il trasporto ferroviario ad altre tre modalità di trasporto e in più alla logistica. Ciò che mancava e che progressivamente stiamo cercando di conseguire, è un’omogeneità di presenza in tutti i Paesi, sapendo che ormai il nostro paese è il mondo; come anche un’omogeneità di presenza in tutti i mestieri. L’idea che ci guida, è quella di avere in tutti i Paesi una dimensione critica, con cui si possa competere con successo. Per questo è iniziata fin da subito, dal settembre 2008, una lunga serie di acquisizioni, e anzi, proprio in quei primi tempi si è concretizzata una delle nostre più importanti operazioni, quella relativa ad IBM.
LM: IBM, di cui già gestivate la logistica fin dal 1996. Per quali aspetti questo accordo con IBM è così importante?
FC: L’operazione del 2008 è stata una novità assoluta a livello mondiale. Noi, che già gestivamo la logistica di IBM, ma non interamente e non in tutto il mondo, abbiamo concluso una sorta di acquisizione, più che un accordo di fornitura di servizi. Abbiamo di fatto comprato un ramo d’azienda di IBM, con un accordo di durata quindicennale, prendendo in carico tutta l’attività di gestione dei loro stessi fornitori di logistica, a livello mondiale. Dalla nostra posizione di fornitori di parte dei servizi logistici per IBM, siamo invece arrivati alla gestione completa di tutti i loro “uffici acquisti” della logistica: che significa tutta la contrattualistica, tutti i flussi, tutte le gare e i tender, interfacciando direttamente la direzione generale di IBM. Si tratta di un’attività molto nuova e molto interessante, tanto che Geodis ne ha voluto fare una nuova divisione di business, la quinta – o sesta, se consideriamo anche le ferrovie -, denominata SCO, Supply Chain Optimization. Addirittura in Italia abbiamo dovuto creare una legal entity dedicata, per tenere tale attività separata dal resto delle attività di Geodis. Dato che questo contratto copre 55 Paesi del mondo, ci ha dato anche una capillarità di presenza molto forte, nel senso che ci ha fatto acquisire personale e attività in aree economicamente molto strategiche, o dove è comunque importante aver conseguito una nostra presenza. A questa operazione di grandissimo peso strategico, si sono succedute diverse altre acquisizioni di tipo più tradizionale, molte delle quali in Europa. Da società di trasporto ferroviario in Inghilterra e in Germania all’attività del gruppo Veolia per il resto d’Europa, da attività di locazione vagoni all’importante operazione relativa al gruppo Giraud, fino alle operazioni che, nel nostro piccolo, abbiamo condotto in Italia: due acquisizioni (GTL e Sincrolog) nel corso del 2009, infine, l’importante acquisizione di Bertola Servizi Logistici, che si è concretizzata proprio in questo mese di aprile e che segue un lungo e importante processo maturato negli anni scorsi (vedi box dedicato). E questo perché Geodis Italia rispecchia la fisionomia di Geodis stessa. Anche in Italia ci dividiamo su attività di logistica, di trasporto terrestre, di trasporto marittimo e aereo, di trasporto intermodale (treno/camion) e attività logistica vera e propria. Fino ad oggi, abbiamo concentrato le nostre acquisizioni sul fronte della logistica, per rafforzare tale attività: oggi con un giro d’affari di circa 170 milioni di euro, siamo certamente in grado di competere sul mercato con maggior forza. Non vogliamo fermarci qui – ma le nostre ambizioni sono moderate da una duplice coscienza.
La prima, è che non cerchiamo il “gigantismo”, la grandezza in quanto tale. La crescita non dovrà essere incontrollata, eccessiva, bensì ponderata, distribuita nel tempo e costante: con l’allargamento e l’approfondimento della nostra offerta e dei nostri know how, con la maturazione di nuove specializzazioni, oltre che con le acquisizioni di aziende, qualora esse portino un effettivo valore. Il nostro obiettivo è arrivare fra i primi tre attori in ciascuno dei settori in cui operiamo. Questo perché i player con cui vogliamo confrontarci, quelli che sono in grado di acquisire contratti importanti, sono solo quelli al di sopra di una determinata dimensione e di un determinato rilievo, e sono quelli in grado di dare un’offerta internazionale, multimodale, multisettoriale. È su questo terreno che vogliamo misurarci, è qui che il nostro gruppo – con la sua attività globale e i suoi cinque mestieri - ha scelto di competere. La seconda, è la consapevolezza del grande cambiamento avvenuto nel mercato dall’ultimo anno a questa parte. Lo scenario è completamente cambiato da quando abbiamo cominciato ad affrontare il tema delle acquisizioni, nel 2008. Le regole del gioco sono diverse e le operazioni vanno condotte con grande cautela, in modo miratissimo, “ciblé” come direbbero i francesi, per capire e distinguere, in un’offerta purtroppo resa più ampia dalla crisi, ciò che è davvero importante.
LM: L’approccio sostenibile di Geodis sembra molto marcato, dalla “Blue Attitude” alle tante certificazioni e assunzioni di responsabilità. Come è messo in pratica?
FC: Chiamiamo “blue attitude” una strategia di gruppo che va generalmente verso la sostenibilità: un fronte su cui il gruppo si spende particolarmente, a livello mondiale. Per esempio Geodis ha lanciato già per la seconda volta, ai suoi dipendenti, alle aziende del gruppo e ai loro clienti, una gara al comportamento più ecologico denominata Blue Attitude Trophy. Inoltre, ha assunto diversi impegni in questo senso: dalle certificazioni ISO 14001:2004, conseguita nel 2000, e 9001:2000, conseguita nel 1992, a una serie ragguardevole di impegni come l'adesione al Patto Mondiale dell’ONU (2003), la firma della carta di best practices dei trasporti e delle consegne a Parigi (2006), la creazione della Fondazione Geodis (2007), il lancio del programma Blue Attitude stesso e la diffusione del Rapporto Sviluppo Durevole nel 2008. Diciamo che, in questo modo, un atteggiamento indubbiamente positivo va a fondersi con una modalità di presenza sul mercato. Perché oggi il mercato è attento a queste cose, e le cerca: quindi noi dobbiamo essere in grado di offrirle. Vogliamo insomma che l'immagine della nostra azienda sia coerente con la direzione che sta prendendo il mondo. Se a parità di costo il mercato sceglie la realtà più green, allora noi dobbiamo essere più green. Ma questo atteggiamento a volte coincide anche con un vantaggio economico: e questa è un'altra motivazione che mi spinge ancora nella stessa direzione. L'idea green per noi si concretizza in alcune scelte pratiche. Che non vanno tanto a incidere sul tipo di trasporto – anche perché in Italia ce ne occupiamo in modo marginale, semmai è in Francia che stanno facendo scelte sostenibili anche a questo proposito, con veicoli meno inquinanti e incentivi al minor consumo – bensì piuttosto nell'impostazione dei nostri edifici logistici. In Italia disponiamo di circa 650mila mq di magazzini e tutti quelli che stiamo edificando ex novo li realizziamo secondo le nuove tecniche costruttive, che vanno verso materiali non inquinanti, coibentazioni particolari per una corretta gestione dell'energia, utilizzo di illuminotecniche a bassissimo consumo, impianto di pannelli solari per la produzione di elettricità da immettere nella rete. Anzi in questo caso la convenienza economica ha un peso anche maggiore rispetto alla spinta verso il ricorso ad energia pulita. (E non mi si dica che questo non vale per tutti i popoli più virtuosi di noi in questo senso). Inoltre si tratta di scelte strategiche, anche perché in un futuro i capannoni di questo tipo saranno gli unici consentiti, e tutti quelli non a norma dovranno essere sostituiti o adeguati. Insomma li possiamo definire “indirizzi sociali” che diventano anche “indirizzi commerciali”. Per il resto sono situazioni che evolvono molto lentamente: anche noi non possiamo pensare di rifare subito tutti i magazzini in base a queste logiche, ma l’importante è aver cominciato ad applicarle. Per quanto riguarda la reverse logistics, è un mondo che per noi rientra sì nell'ottica green, ma è anche un preciso segmento di business, corrispondente a una specializzazione aziendale. Come attività non è fra le nostre principali, perché si tratta di un mercato agli esordi e molto frammentato: ma di per sé il mercato è enorme. Geodis in Italia mutua competenze e know how di un'altra società del gruppo, la francese Valenda, e opera esclusivamente nel settore business. Il mercato consumer, quello che prevede in pratica la raccolta dei materiali dalle piazzole ecologiche o dai punti vendita, sarebbe ancora più grande, ma richiederebbe enormi investimenti in macchinari appositi. Per noi la reverse logistics è un segmento di business molto importante anche perché lo facciamo in abbinamento alla nostra offerta di logistica nel merca-to dei prodotti informatici e hi tech, completando quindi una gamma di servizi. Ma è lontano dall'essere un nostro core business Tornando al trasporto ferroviario, la scelta sostenibile per eccellenza quando si parla di trasporti, a mio avviso è la situazione europea in generale ad essere in sofferenza. La mia opinione è che il trasporto ferroviario paghi generalmente una sua strutturale mancanza di economicità. Quindi andrebbe sostenuto dai governi, qualora si riconoscesse la sua utilità sociale, per così dire. Laddove essa non c'è, il trasporto ferroviario risulta penalizzato. Non è un dilemma solo italiano: si tratta di attività intrinsecamente antieconomiche, gestite in perdita. Se invece i governi lasciano che queste attività vengano gestite con la ricerca del profitto, i costi vanno inevitabilmente alle stelle. E il sistema non si sostiene.
LM: Ma quali sono gli aspetti che rendono il trasporto ferroviario intrinsecamente non economico?
FC: Il grande costo del trasporto ferroviario non sta affatto nel suo viaggio da un punto all'altro: sta nella movimentazione all'interno delle stazioni. Quando parte, è certamente già ottimizzato per il trasporto. Il problema è combinare il treno, movimentare i vagoni e metterli insieme, e parliamo di treni da 40, 50 vagoni, da combinare con spedizioni e soggetti diversi. Poi si tratterà di occupare e via via ottimizzare delle infrastrutture, ma non è qui la parte più dispendiosa. Lo stesso vale per quando il treno arriva a destinazione: andrà disaggregato e scombinato su altro tipo di trasporti, con ulteriore generazione di costi. Dal canto loro anche le infrastrutture sono ancora modeste, e richiederebbero altri investimenti – si pensi che solo in Francia lo stato ha lanciato un piano straordinario di rinforzo delle infrastrutture da sette miliardi di euro. Con tutto ciò penso che il trasporto ferroviario sarà a lunghissimo la soluzione a gran parte dei nostri problemi. E il trasporto fluviale? Anche questo è molto valido, ma purtroppo... ci vogliono i fiumi, e in Italia, se ce ne sono, sono solo al nord! Per il sud piuttosto, un’alternativa che si è dimostrata abbastanza valida è quella delle “autostrade del mare”. Una scelta che anche noi privilegiamo, quando possibile: perché anche in questo caso vi sono i costi rappresentati dagli accessi e dalle uscite, insomma dalla movimentazione in area portuale, e un certo margine di incertezza nei tempi, che rendono questo tipo di trasporto non sempre concorrenziale rispetto alla strada. Tutti dicono di voler portare via la merce dalle strade, ma il trasporto terrestre resta inevitabilmente uno dei più economici. Il vero motivo per cui tutti vanno su terra, è che costa meno...
LM: Torniamo all'attività di Geodis in Italia: quali sono i segmenti in cui siete maggiormente presenti?
FC: Sicuramente il primo è quello dei fast moving consuimer goods, e per lo più i prodotti healthcare, toiletries, cura della persona, più che il food. Altro segmento in cui siamo forti è quello dell'hi-tech; anzi, l’hi-tech è la pianta da cui ha avuto origine la nostra attività logistica, quando 13 anni or sono riprendemmo un ramo d’azienda di IBM. Oggi svolgiamo attività logistiche nei settori della telefonia mobile, di prodotti per la TV digitale, di altri prodotti informatici come stampanti, cartucce, e così via. Aspetti importantissimi di questi segmenti di attività sono quelli connessi al copacking. Nel primo caso, si tratta di un co-packing di tipo promozionale, che si svolge continuamente e in modo veramente intenso. A queste operazioni è dedicato per lo più il sito logistico Geodis di Carpiano (Mi): qui arriva per esempio lo shampoo in semplici flaconcini etichettati, e noi lo completiamo con tutti quanto prevede il marketing, con le confezioni e gli abbinamenti più disparati. Un servizio al quale alcune delle nostre aziende clienti danno un'importanza enorme e che noi offriamo come elevato valore aggiunto. Nell’elettronica di consumo, il copacking assume una diversa sfumatura. Si tratta di un servizio, svolto per lo più nel sito di Landriano (Pv), che prevede sì il confezionamento e completamento del prodotto, ma anche in aggiunta servizi come la fornitura singola del prodotto all'indirizzo del destinatario, con servizi di registrazione, installazione, tracciamento della consegna con l'acquisizione della firma del ricevente su terminali touch screen... insomma servizi a valore aggiunto di tipo diverso, più in direzione di acquisiti personalizzati.
Reverse logistics, un’esperienza decennale
L’importanza delle problematiche ambientali richiede alle aziende di assumersi anche la gestione dei prodotti che hanno esaurito il loro ciclo di vita. Da oltre dieci anni, il Gruppo Geodis ha acquisito esperienza e know how in questo campo, applicando nella reverse logistics la sua competenza nel campo del trasporto e della logistica di merci.
Una breve cronistoria dell'attività di Geodis nella reverse logistics, con particolare riferimento all'Italia:
1998: IBM conferisce in outsourcing le attività di logistica a Geodis con un contratto che comprende le attività di reverse svolte in Francia, Germania e Italia. Geodis acquisisce pertanto, tramite una cessione di ramo di azienda, i magazzini IBM, includendo anche 750 dipendenti (circa 250 in Italia).
2001: Il sito di Busnago inizia la sua trasformazione da sito mono cliente a sito multicustomer e diversificando le attività nella gestione dell’end-life e della middle-life di prodotti elettronici.
2003: Siglato contratto con primaria società bancaria. Iniziano le attività: - Scrap; - Test per verifica funzionalità macchine; - refurbishing di macchine usate e funzionanti.
2006: Ampliamento di questo contratto con altre attività facenti capo alla realtà bancaria. Gestione di nuove attività collegate al remarketing di apparecchiature elettroniche usate.
2008-2009: Sempre all'interno di tale contratto, iniziano le attività: - ritiro da filiali; - staging PC; - servizi taxi; - bancomat.
A questo proposito Geodis offre soluzioni globali di gestione dei prodotti, con l’integrazione dei servizi logistici, di trasporto, di trattamento e documentale. L'attività si può esercitare su prodotti a tutti i livelli, a inizio, metà e fine vita, dal momento di consumo o di consegna fino alla loro rivalorizzazione o trattamento finale, e nel completo rispetto delle regole legate al riciclaggio, al riutilizzo e alla riduzione degli sprechi per la salvaguardia dell’ambiente. Il tutto, con l'obiettivo di dare una seconda vita ai prodotti o ridurre il costo dello smaltimento. Queste soluzioni impiegate su scala europea, integrano l’insieme dei collegamenti della catena reverse: disinstallazione dei materiali, disponibilità di aree di magazzino autorizzate allo stoccaggio di RAEE, presa in carico delle domande di raccolta, test e cernita selettiva dei prodotti, refurbishing dei prodotti, recupero e test di pezzi per la sostituzione, disfacimento dei materiali, gestione dei canali di riciclo. Geodis garantisce inoltre minuziosamente la tracciabilità e il rispetto degli obblighi di legge in materia ambientale.
Il Gruppo ha messo a punto uno schema europeo specializzato, destinato al trattamento dei prodotti di alta tecnologia, che comprende sette centri tecnici, particolarmente rivolti ai prodotti High Tech: in Francia, a Marne La Vallée (Croissy Beaubourg) e Lione, in Germania a Mainz (smaltimento prodotti IBM), Dresden, Böblingen, Heppenheim, e in Italia a Busnago (Milano). In particolare il sito di Busnago, del tutto conforme all’attuale legislazione vigente, è composto da varie strutture. Vi sono 8.000 mq di magazzino, di cui un’area autorizzata per gestione rifiuti pericolosi, un’area autorizzata per gestione rifiuti non pericolosi, e laboratori di test. Vi sono poi altri 2.000 mq suddivisi in buche dedicate per materiali metallici, buche dedicate per scarti e area dedicata al carico e scarico dei mezzi. La tipologia dei prodotti gestiti comprende PC, stampanti, monitor, telefoni /centralini, server, cash dispenser e apparecchiature elettroniche varie. Tutto ciò che arriva viene innanzitutto sottoposto a test, per verificare se deve essere inserito nella lista verde o rossa. Quella verde prevede il recupero del pezzo, la rossa invece il suo smaltimento. Nel primo caso si tratta di prodotti funzionanti o riparabili, nel secondo caso il prodotto diventa rifiuto e viene distrutto con recupero materiali riciclabili e parti riutilizzabili, nel pieno rispetto delle problematiche e normative relative alla gestione del rifiuto.
Al fine di garantire ai propri clienti un reale rispetto dei vincoli ambientali ai quali sono soggetti, Geodis si posiziona come General Contractor. Questa organizzazione, che gestisce in base a un piano europeo tutta la catena Reverse, offre la particolarità di unire, a vantaggio del cliente, le risorse del Gruppo Geodis e le prestazioni dei migliori operatori di mercato. Questa organizzazione, grazie al sistema di gestione multi cliente, permette altresì un’ottimizzazione dei flussi e dei costi. Permette inoltre di massificare i prodotti ripresi direttamente dal loro luogo di consumazione, ottenendo così un’ottimizzazione dei flussi e dei relativi costi. Questa struttura ha la responsabilità di identificare e selezionare gli operatori ad hoc (raccolta, trasporto logistico, lavorazione), effettua revisioni e ne organizza la gestione quotidiana. In oltre, garantisce ai clienti Geodis la conformità di legge e assicura la tracciabilità dell’insieme dei processi: documenti di monitoraggio degli scarti (BSD), certificati di distruzione, statistiche.
Geodis: profilo aziendale e ultime acquisizioni
Operatore globale della catena logistica e parte del gruppo SNCF, della quale costituisce un punto ardine del ramo Trasporti e Logistica, Geodis è un fornitore di servizi europeo a vocazione mondiale.
La sua vocazione, come illustrato chiaramente da Francesco Cazzaniga, è quella della gestione di network logistici completi e dell’organizzazione di grandi flotte a livello internazionale sulla base di sistemi completi di gestione. L’attività di trasporto vero e proprio è maggiormente presente in Francia, ma solo secondaria negli altri Paesi. Geodis si colloca al quarto posto come fornitore di servizi logistici in Europa e al terzo in Italia. È in grado di operare sulla catena logistica nel suo complesso: commissione di trasporto aereo e marittimo, messaggeria, trasporto espresso, logistica contrattuale, trasporto di lotti e carichi completi, reverse logistics. La sua rete copre 120 paesi, 27.000 sono i collaboratori. Nel 2008 Geodis ha realizzato un fatturato di quasi 5,2 miliardi di euro. In Italia, la Divisione logistica del Gruppo Geodis, è costituita dalla società Geodis Logistics S.p.A.
Maggio 2009. Geodis Logistics acquisisce il 100 % delle quote della società Sincrolog. Circa 20 milioni di euro di fatturato della sola parte logistica, oltre 250.000 mq di aree totali di cui più di 125.000 di superfici coperte, sono alcune delle cifre chiave di Sincrolog, che dispone di magazzini ubicati in zone strategiche e collegati con le arterie di comunicazione autostradali e intermodali più importanti. L’azienda offre sul mercato una serie di servizi end-to-end e tutte le attività sono gestite attraverso strumenti IT all’avanguardia, in settori diversi come FMCG, automotive, retail, ed editoria.
Maggio 2009. Geodis Logistics acquisisce l’azienda GTL, che gestisce la distribuzione dei prodotti Colgate-Palmolive in Italia. GTL è nata dallo scorporo della divisione più significativa della Casa di Spedizioni S. Cristoforo Autotrasporti S.p.A., società di consolidata esperienza nell’autotrasporto. L’azienda si occupa tra l’altro della distribuzione fisica, sul territorio italiano, dei prodotti Colgate- Palmolive commercializzati dalla consociata italiana del Gruppo. La sede è a Roma, e questo implica una prossimità alle sede direzionale del cliente una vicinanza al magazzino di Aprilia, già gestito da Geodis Logistics, unitamente a quello di Carpiano, nel Nord Italia. Da segnalare che l’azienda acquisita dispone di mezzi di proprietà, elemento in linea con le caratteristiche di solidità che da sempre caratterizzano Geodis e la differenziano da molta parte della concorrenza. Geodis Logistics rafforza in questo modo la sua collaborazione con la Colgate-Palmolive che già annoverava tra i suoi clienti, relativamente alle operazioni logistiche Si enfatizza con questo accordo il focus di Geodis Logistics sul settore FMCG (fast moving consumer goods), di cui diventa un operatore di riferimento.
Aprile 2010. Geodis Logistics acquisisce Bertola Servizi Logistici. Grazie a questa acquisizione Geodis raggiunge una dimensione importante nel settore della logistica, raddoppiando la propria superficie di stoccaggio in Italia, dove il Gruppo è già presente con 18 sedi, ed espandendosi nel Veneto, secondo polo logistico del paese. Con un giro d’affari totale di 400 milioni di euro e oltre 2000 collaboratori, Geodis diventa quindi uno degli operatori di riferimento della logistica in Italia, mediante un'offerta completa: messaggeria, trasporto di lotti completi, freight forwarding e servizi 4PL. Questa nuova operazione di crescita esterna permetterà al Gruppo di rafforzare la propria posizione di filiera e la propria esperienza in Italia, grazie al portafoglio clienti di Bertola, in gran parte costituito da grandi cifre derivanti da settori strategici per il Gruppo (FMCG, tessile, automotive). I dati di Bertola: fatturato 2008 60,9 milioni di euro, decimo attore italiano di logistica contrattuale, 92 collaboratori, 286mila m² di superfici logistiche a Castel San Giovanni, Rovigo, Pavia, Novara, alcune referenze: Giochi Preziosi, Banca Intesa Sanpaolo, Varta, Johnson Controls, Lavazza, Lindt, Xerox, Bosch, Fracarro, Manfrotto.




print
segnala



