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Interporto di Torino: al via un progetto avveniristico di servizio alla città

A metà del mese di gennaio, presso l'Interporto di Torino, è stata lanciata ufficialmente un'iniziativa che speriamo funga da esempio per tutte le amministrazioni cittadine d'Italia. Un progetto di reale city logistics, nel quale l'interporto, struttura che nasce tipicamente per soddisfare la logistica sulle lunghe distanze, si mette invece a disposizione di tutta l'area urbana e metropolitana, per gestire in modo coordinato e soprattutto ecologico tutto il rifornimento merci nei punti vendita della città. A presentare questa importante novità innanzitutto Daniela Ruffino, presidente dell'Interporto di Torino, il sindaco della città Piero Fassino, con l'amico Bartolomeo Giachino, oggi presidente della consulta per la logistica, unitamente ad altri soggetti che hanno a diverso titolo partecipato al progetto, quali Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino, Bruno Graglia, presidente provinciale di FAI, e Alessandro Ricci, presidente di UIR.

Sono tre, in particolare, i progetti che SITO sta portando avanti, in collaborazione con svariate realtà imprenditoriali e della ricerca, tra cui il Politecnico di Torino.
- In primis, il progetto “Distribuzione Pulita PH1, che prevede la possibilità di concentrare le merci dirette alla città presso l'interporto, da dove poi partirà la distribuzione urbana su veicoli elettrici (in particolare sono allo studio due diverse opzioni, via treno verso una piattaforma di smistamento urbana, oppure direttamente in distribuzione).
- A supporto di questo, l'interporto realizzerà la piattaforma e-Park di ricarica elettrica per i veicoli ZEV (ovvero a zero impatto ambientale), alla quale potranno accedere tutti i veicoli elettrici, anche privati.
- infine, sono allo studio per ora in via sperimentale una serie di sensori ambientali per il monitoraggio dei flussi veicolari (in accordo anche al progetto TOC, Traffic Operation Center, progetto recentemente lanciato dalla Regione Piemonte).

Il progetto “Distribuzione Pulita” consiste nella creazione di due modelli di city logistics per la distribuzione delle merci, a seconda dell'area urbana alla quale sono diretti. Uno si rivolge ad una zona centrale della città soggetta ad ordinanza di ZTL, e l'altra caratterizzata dalla presenza di importanti assi stradali e ferroviari. Entrambi i modelli hanno una base importante di partenza dove deconsolidare/consolidare i carichi in arrivo/partenza, presso l'interporto di Torino, dove verranno allestiti i cosiddetti CDU (Centri di Distribuzione Urbana). Due quindi saranno le opzioni di trasporto: “tutto strada”, cioè con consegna finale della merce su mezzi a basso o zero impatto ambientale (elettrici), oppure “ferrovia-strada”, cioè mediante un primo collegamento con la città di tipo ferroviario e successivamente con consegna finale della merce su mezzi a basso o zero impatto ambientale.
Di questo lungo e dettagliato incontro, che approfondiremo presto sulle pagine della rivista, vogliamo dare per ora solo alcune testimonianze che riteniamo particolarmente significative:
«Torino città smart: le potenzialità della tecnologia sono assunte per rendere la città più vivibile» afferma Piero Fassino, riferendosi al progetto europeo Smart Cities (www.smart-cities.eu), al quale Torino ha dato la sua adesione.

«Vogliamo mettere i trent'anni di esperienza del nostro interporto a frutto per creare una nuova esperienza, quella a servizio dei nostri territori e delle nostre regioni» dichiara Daniela Ruffino, presidente di SITO Interporto di Torino.

«La logistica per il Piemonte può essere la Fiat del futuro», sostiene Bartolomeo Giachino.

«Questo progetto dimostra quanta ricchezza e quante oppportunità ci sono nella rete degli interporti in Italia» conclude Alessandro Ricci, presidente di Uir, Unione Interporti Riuniti.

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editrice TeMitemichannelLogistica Management su Twitter