28-01-2026
La rigenerazione delle aree dismesse come alternativa strutturale al consumo di nuovo suolo e come strumento di sviluppo urbano, ambientale e sociale è entrata al centro del dibattito politico e istituzionale. Se n’è discusso oggi a Roma, presso la Camera di Commercio, nel convegno “Rigenerare per includere: il brownfield come motore di sviluppo urbano, ambientale e sociale”, promosso da GSE Italia.
Fortemente Convinta del ruolo strategico della rigenerazione urbana nello sviluppo economico dei territori, GSE Italia ha riunito rappresentanti del Parlamento, delle Regioni, delle amministrazioni locali e del mondo imprenditoriale per favorire un dibattito sul tema. Nel corso dell’incontro è emerso come il brownfield non incida soltanto sul consumo di suolo cittadino e, di riflesso, sull’aspetto ambientale dell’amministrazione urbana, ma rappresenti una scelta ormai imprescindibile per migliorare la qualità di vita delle città, l’attrattività economica e la coesione sociale dei territori, andando a recuperare eventuali situazioni di degrado. A un anno dal confronto avviato alla Triennale di Milano, che aveva evidenziato limiti e potenzialità del brownfield, sollecitando e ingaggiando le istituzioni verso una necessaria semplificazione burocratica degli interventi su suolo riqualificato, il dibattito appare oggi più maturo e orientato alla ricerca di soluzioni strutturali e replicabili.
Il confronto è stato arricchito dalla presentazione del progetto di rigenerazione dell’area delle ex Officine Romanazzi a Tor Cervara, a Roma, come caso concreto di come il brownfield possa trasformare un’area di forte degrado spesso citata nelle cronache locali, in un’opportunità di sviluppo. L’intervento prevede il recupero di un’area dismessa di oltre 32 mila metri quadrati, già oggetto di demolizione e bonifica, con la realizzazione di una piattaforma logistica moderna e sostenibile commissionata da Prologis e caratterizzata da una riduzione della cubatura rispetto all’edificio preesistente. Il progetto è stato portato come esempio di come la logistica possa svolgere un ruolo attivo nei processi di rigenerazione urbana, non solo come infrastruttura produttiva ma come leva per il rilancio economico dei territori, la creazione di occupazione e la restituzione di valore alle comunità locali.
“Tor Cervara è un importante progetto di rigenerazione di un’area strategica dal punto di vista logistico nel tessuto urbano della Capitale che stiamo portando avanti con Prologis e che vedrà la nascita di un hub logistico all’avanguardia dal punto di vista ambientale e operativo con una grande valenza sociale”, afferma Giulio della Torre, Head of Logistics GSE Italia. “Infatti, attraverso la riqualificazione delle Ex Officine Romanazzi, prima al centro della vita economica romana e poi progressivamente abbandonate al degrado sociale e alla crimanalità, ora si torna a dare nuova linfa al territorio, migliorandone viabilità, connessione e sicurezza idrogeologica”.
In chiusura, il dibattito si è concentrato sulla possibilità di rendere questo modello replicabile su scala nazionale. Tra i temi emersi: tempi e costi degli interventi, benefici economici e sociali per i territori e condizioni necessarie affinché la rigenerazione urbana diventi una leva strutturale delle politiche di sviluppo.
Fortemente Convinta del ruolo strategico della rigenerazione urbana nello sviluppo economico dei territori, GSE Italia ha riunito rappresentanti del Parlamento, delle Regioni, delle amministrazioni locali e del mondo imprenditoriale per favorire un dibattito sul tema. Nel corso dell’incontro è emerso come il brownfield non incida soltanto sul consumo di suolo cittadino e, di riflesso, sull’aspetto ambientale dell’amministrazione urbana, ma rappresenti una scelta ormai imprescindibile per migliorare la qualità di vita delle città, l’attrattività economica e la coesione sociale dei territori, andando a recuperare eventuali situazioni di degrado. A un anno dal confronto avviato alla Triennale di Milano, che aveva evidenziato limiti e potenzialità del brownfield, sollecitando e ingaggiando le istituzioni verso una necessaria semplificazione burocratica degli interventi su suolo riqualificato, il dibattito appare oggi più maturo e orientato alla ricerca di soluzioni strutturali e replicabili.
Il confronto è stato arricchito dalla presentazione del progetto di rigenerazione dell’area delle ex Officine Romanazzi a Tor Cervara, a Roma, come caso concreto di come il brownfield possa trasformare un’area di forte degrado spesso citata nelle cronache locali, in un’opportunità di sviluppo. L’intervento prevede il recupero di un’area dismessa di oltre 32 mila metri quadrati, già oggetto di demolizione e bonifica, con la realizzazione di una piattaforma logistica moderna e sostenibile commissionata da Prologis e caratterizzata da una riduzione della cubatura rispetto all’edificio preesistente. Il progetto è stato portato come esempio di come la logistica possa svolgere un ruolo attivo nei processi di rigenerazione urbana, non solo come infrastruttura produttiva ma come leva per il rilancio economico dei territori, la creazione di occupazione e la restituzione di valore alle comunità locali.
“Tor Cervara è un importante progetto di rigenerazione di un’area strategica dal punto di vista logistico nel tessuto urbano della Capitale che stiamo portando avanti con Prologis e che vedrà la nascita di un hub logistico all’avanguardia dal punto di vista ambientale e operativo con una grande valenza sociale”, afferma Giulio della Torre, Head of Logistics GSE Italia. “Infatti, attraverso la riqualificazione delle Ex Officine Romanazzi, prima al centro della vita economica romana e poi progressivamente abbandonate al degrado sociale e alla crimanalità, ora si torna a dare nuova linfa al territorio, migliorandone viabilità, connessione e sicurezza idrogeologica”.
In chiusura, il dibattito si è concentrato sulla possibilità di rendere questo modello replicabile su scala nazionale. Tra i temi emersi: tempi e costi degli interventi, benefici economici e sociali per i territori e condizioni necessarie affinché la rigenerazione urbana diventi una leva strutturale delle politiche di sviluppo.


